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 Act of War: Direct Action Recensito | Recensione di Act of War: Direct Action Recensione a cura di: Raffaele Cinquegrana (highscore@deandreis.it) Fonte: Punto-Informatico.it Sviluppatore: Eugen Systems Editore: Atari Distributore: Atari Genere: Strategia Titoli Correlati: Command & Conquer: Generals (PC); Blitzkrieg (PC); Commandos 3: Destination Berlin (PC)
In un futuro che ci auguriamo lontano, la crisi petrolifera ha messo in ginocchio l’economia del mondo intero. La domanda di oro nero è in continua crescita nei paesi in via di sviluppo, ma il greggio è ormai una risorsa rara e l’offerta non riesce a soddisfare il fabbisogno. In questo contesto di instabilità politica ed economica, Act of War: Direct Action allestisce fronti di guerriglia urbana e non, nel tentativo di sedare le rivolte dei gruppi sovversivi capeggiati dal Consorzio petrolifero. Il realismo di questo nuovo strategico in tempo reale è sottolineato dai filmati dal vivo che raccontano con disinvoltura la vicenda. L’effetto è azzeccato grazie alla buona realizzazione delle scene, alla competenza degli attori e all’ottimo doppiaggio in italiano che, sebbene a volte sia leggermente fuori sincrono, contribuisce notevolmente al coinvolgimento del giocatore.

Durante la campagna principale si prendono le parti dell’esercito USA e della Task Force Talon, entrambe impegnate a sedare le rivolte negli oltre 30 scenari proposti. Dall’America all’Europa e al Medio Oriente, Act of War propone un’ampia varietà di situazioni in grado di tenere impegnato il giocatore per almeno una decina di ore - non molte, ma intense. Partendo dalle missioni di addestramento, si impara a conoscere e apprezzare ogni singolo aspetto strategico del titolo Atari, che si rivela presto un prodotto complesso e ben strutturato.
Le unità a disposizione variano dalla fanteria ai mezzi corazzati e, nelle missioni avanzate, includono velivoli di ogni genere, tutti presi in prestito dagli eserciti reali. Il controllo delle truppe permette di effettuare semplici attacchi diretti, ma anche allestire imboscate o organizzare linee di difesa. Per la riuscita delle missioni è necessario impadronirsi di edifici per posizionare cecchini e tenere sotto controllo le principali vie di comunicazione. Ciascun elemento della propria offensiva è altamente specializzato, costringendo il giocatore a organizzare con cura le tattiche di attacco e a rispettare in modo rigoroso le caratteristiche delle truppe.

La componente strategica del gioco si estende alla costruzione di basi operative, fra cui un centro di comando, ospedali, fabbriche di veicoli o potenziamenti e caserme: senza tali strutture sarebbe impossibile sopravvivere, perché le forze nemiche sono spesso in schiacciante superiorità numerica. Anche sotto questo aspetto, Act of War presenta numerose opzioni per dare vita a veri e propri complessi bellici, tenendo sempre d’occhio i finanziamenti a disposizione. Raccogliere nuovi fondi è comunque un’operazione molto semplice: per esempio, ogni prigioniero di guerra frutta ben 500 dollari, più altri 450 in seguito a un interrogatorio.

La complessità degli scontri nei livelli avanzati e le numerose possibilità di micro-gestione offerte possono però complicare a dismisura la vita del giocatore che, in assenza di un comando di pausa per analizzare le situazioni e impartire ordini, è costretto a viaggiare incessantemente da una parte all’altra della mappa. Fortunatamente, fra un obiettivo e l’altro è concesso un po’ di respiro per riorganizzare le truppe e procedere alla cattura degli ostaggi o alla produzione di nuovi armamenti. Questi momenti di pausa artificiosa vanno però a sbilanciare il livello di realismo del gioco. L’interfaccia è chiara e ben organizzata, anche se l’assenza dei punti cardinali sulla mappa può provocare un po’ di disorientamento. Nulla da rimproverare al sistema di controllo, che si affida quasi totalmente al mouse.

I requisiti di sistema di Act of War sono piuttosto elevati: processore 1,5GHz, 256MB di memoria e scheda grafica con 64MB e supporto T&L hardware. Bisogna però ammettere che tali risorse sono sfruttate ad hoc per ricostruire un mondo 3D ricco di dettagli che non manca di lasciare a bocca aperta. Interessante la scelta di visualizzare un filmato introduttivo durante il lungo processo di installazione (che richiede la bellezza di 6 GB), in modo da alleviare l’attesa fornendo interessanti informazioni sul tema della crisi petrolifera. Come indicato nel manuale, è consigliabile scaricare la patch 1b dal sito ufficiale che elimina una manciata di bug e introduce una nuova funzionalità di replay.
L’esperienza di gioco di Act of War non si limita alla campagna in single player e permette scontri multigiocatore sia in LAN che online, affidandosi in quest’ultimo caso a GameSpy. Le sfide multiplayer prevedono scontri fra un massimo di 4 giocatori organizzati a squadre o tutti contro tutti, regalando linfa vitale al titolo Atari. In definitiva, Act of War: Direct Action è un titolo che lascia il segno, completo e profondo, in grado di concorrere testa a testa con la blasonata concorrenza.
Aspetti Positivi: elementi strategici ben congegnati; gameplay profondo; contesto realistico; ben realizzato Replay Value: buona. Modalità multiplayer online Aspetti Negativi: mappa sprovvista dei punti cardinali; pause artificiose fra un obiettivo e l’altro In Sintesi: ottimi elementi strategici e profondità di gioco fanno di Act of War: Direct Action uno dei migliori strategici in tempo reale apparsi ultimamente
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