<{$xoops_sitename}>
Ricerca su SocketZone.com
FORUM


Domande senza risposta?
Chiedi aiuto sul nostro FORUM.

Canali Articoli
Canali News

ATTENZIONE

Aggiornamento modulo Guide e Recensioni
Vi comunichiamo che, avendo provveduto ad ammodernare il sistema di gestione degli articoli, le guide e recensioni più recenti saranno reperibili unicamente sul nuovo modulo, raggiungibile cliccando QUI.


Prince Of Persia: Spirito Guerriero Recensito

Recensione Prince Of Persia: Spirito Guerriero
Recensione a cura di: Manrico Corazzi (highscore@deandreis.it)
Fonte: Punto-Informatico.it
Sviluppatore: Ubisoft Montréal Studios
Editore: Ubisoft
Distributore: Ubisoft
Genere: Action
Piattaforma: PC-CDROM
Titoli Correlati: Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo (PC-CDROM)

The hero formerly known as Prince
Era facilmente prevedibile che il compito di superare un gioco tanto spettacolare, innovativo, coinvolgente e ben realizzato come Prince Of Persia: The Sands Of Time fosse destinato a rivelarsi ingrato. Le giuste dosi di azione, trama, enigmi e combattimento in un'ambientazione evocativa e cara ai giocatori più esperti hanno contribuito al successo di quello che critica e pubblico hanno acclamato come uno dei capolavori del 2004. Con tali premesse sono state nutrite aspettative elevatissime.

Diciamo subito che Prince Of Persia: Warrior Within (Spirito Guerriero in Italia, NdA) è un buon gioco d'azione, con tutte le carte in regola, ma non raggiunge The Sands of Time che, presentandosi come una novità assoluta, ha raccolto impressioni migliori.

La trama è decisamente più matura e articolata di quella del suo predecessore. Il principe l'ha combinata grossa: "giocare" con il tempo, con il destino e con la morte non è mai indolore. Ora il Dahaka, un potentissimo demone, lo bracca ovunque. L'indomito eroe ha solo una chance per salvarsi: tornare indietro nei secoli e impedire che le Sabbie del Tempo vengano create. La sua meta è l'isola dell'Imperatrice del Tempo. Durante la traversata però la sua nave è attaccata da un misterioso vascello pirata capitanato da una conturbante combattente: Shahdee. Questo scontro è solo il primo che il giocatore dovrà affrontare per redimersi.









La grafica è poco meno che spettacolare praticamente in ogni suo aspetto. I toni cupi della trama si riflettono sulle texture, sull'oscurità degli ambienti, sul level e sul character design. Il principe bello e raffinato del primo capitolo è divenuto rude e inquieto, i suoi occhi, troppo grandi e sbarrati, trasmettono la sua angoscia. Farah era una delicata fanciulla vestita modestamente, le donne del secondo capitolo non temono di mostrarsi siliconate, aggressive, maliziose e seminude. Però nessuno dei modelli dei personaggi è realizzato in modo eccellente, in particolare i volti. Le animazioni, specie quelle dei combattimenti, sono molto curate; non si può affermare lo stesso del lip-synch (sincronizzazione tra movimento delle labbra e parlato, NdR), a volte addirittura assente.









Le musiche, rielaborazioni più moderne e rockeggianti del tema principale, sono un po' più invadenti e pesanti rispetto a The Sands of Time. Figurano due brani dei Godsmack che accompagnano anche la navigazione dei menu. Ottimi gli effetti sonori. Il punto debole della sezione audio è rappresentato dalle voci: il doppiaggio, in particolare quello del principe (affidato a Gabriel Garko), appare piatto e svogliato. I muti burattini di sabbia del primo episodio sono stati rimpiazzati da demoni ciarlieri, ma con battute troppo ripetitive, recitate con pochissima convinzione e distorte in modo più comico che spaventoso.

You gotta fight for your right to timeshift
Come sottolineato dal sottotitolo l'accento si sposta sul combattimento.

Le sequenze di colpi, molto ripetitive in The Sands Of Time, sono state moltiplicate. Ora il principe ha a disposizione un "arsenale" di mosse da far invidia a molti beat'em up. Può interagire con l'ambiente in modo nuovo, può utilizzare due armi contemporaneamente, può lanciarne una, può roteare su se stesso o intorno alle colonne per effettuare nuovi, devastanti attacchi. Le combo (pomposamente ribattezzate Free Form Fighting System) sono state integrate con qualche artificio nel sistema di controllo in modo da farlo rimanere familiare ai fan della saga. I più pigri potranno cavarsela anche senza apprendere l'uso delle recenti aggiunte. Le mosse più audaci sono spesso accompagnate da animazioni rallentate in cui i nemici muoiono sanguinosamente in una festa di mutilazioni e rilasciano la loro preziosa scorta di sabbia. Purtroppo la precisione e la puntualità dei comandi non sono sempre ottimali.

I nemici ora sono più veloci, ma non hanno un'intelligenza artificiale stupefacente, e la loro maggiore forza consiste nell'infilare micidiali combo che, se non vengono evitate o parate con efficienza, possono ridurre il principe in fin di vita. Fortunatamente ora non è necessario dare agli avversari abbattuti il colpo di grazia per assicurarsi che non tornino a tormentarci dopo pochi istanti.









Dal punto di vista tecnico riscontriamo la fastidiosa perseveranza nell'uso dei CD, tre in totale, che si riversano in 1,8GB di hard disk. Il motore grafico ha una buona fluidità a 1024x768 con tutti i dettagli al massimo (e il V-sync disabilitato) su un sistema dotato di Athlon XP 3000+, nVidia GeForce 5950FX con 128MB di VRAM, 1GB di RAM. Il comportamento del mouse nel menu di gioco è stato reso più fluido. Il gioco rilassa gli aristocratici requisiti hardware del suo predecessre, supportando ufficialmente le serie più "economiche" di schede video nVidia e ATI. Il manuale, completamente tradotto in italiano, appare realizzato un po' troppo in fretta, con un'impaginazione migliorabile e credits assenti.









Stupire o "andare alla striglia". Non c'erano vie di mezzo per Ubisoft Montréal Studios. Ma il principe non si arrampica spedito verso nuove vette del videogame, né precipita negli abissi dei sequel clonati: cambia tonalità di colore, diventa più adulto, ci racconta una storia più densa, con interventi che a volte rallentano un po' il cammino del giocatore; introduce un sistema di combattimento più complesso e boss-fight più frequenti; dirada le occasioni di ristoro per il protagonista. A tal proposito notiamo che nell'unico punto in cui sarebbe stato assurdo trovare una fontana, ovvero all'interno del vascello del prologo, il principe si disseta con acqua... di sentina che, oltre a essere salata, e quindi assolutamente non potabile, è sicuramente disgustosa. I game designer mostrano una certa avarizia anche per quanto riguarda la sabbia, un serio problema in congiunzione con la presenza di alcune trappole superabili solo grazie al controllo del tempo.









PoP:WW frammenta in maniera meno netta le zone puramente "action" e quelle puramente "slash'em up", sbilanciandosi a favore di queste ultime: in pratica le lunghe sezioni di acrobazie sono spezzate da numerose brevi scaramucce. Il team di sviluppo non si è concentrato sui (piccoli) difetti del primo episodio, ovvero la scarsa longevità (un giocatore esperto può finire il gioco al massimo in un paio di ore in più rispetto al precedente), l'impossibilità di salvare ovunque, una certa testardaggine delle telecamere, l'assenza del multiplayer, la linearità eccessiva (che rende inutile la già poco utile mappa). In compenso ha scelto una trama più interessante (anche se in alcuni punti lascia un po' perplessi, NdA), finali diversificati, un sistema di combattimento più fantasioso, alcuni bonus da sbloccare (come gli artwork e nuove armi) che incrementano il replay value.









Forse ascoltando i suggerimenti dei fan i game designer hanno deciso di alzare considerevolmente la difficoltà del gioco. Alcuni passaggi sono veramente frustranti, le risorse idriche e siliciche scarseggiano, il Dahaka è implacabile, anche potenziare la scorta di acqua/vita del protagonista richiede di attraversare corridoi posizionati in luoghi segreti e per giunta disseminati di pericoli mortali. La cosa strana è che in tutto questo sono proprio i combattimenti a rappresentare la sfida meno ardua. Questo rompe un po' l'incantesimo di equilibrio che aveva portato tanta fortuna al principe lo scorso anno.

Un gioco piacevole e avvincente che però spreca le sue opportunità di migliorare e mostra qualche imperfezione di troppo, soprattutto nel bilanciamento dei diversi elementi e nell'estetica dei personaggi. Se non avessimo visto, amato e sviscerato il primo lo elogeremmo senza riserva alcuna. La versione PC del gioco sembra esente dai gravi bug e glitch del sistema di controllo che rendono frustrante la versione PlayStation2.

Aspetti Positivi: trama più interessante; sistema di combattimento più evoluto e vario
Replay Value: decisamente migliorato grazie ai bonus da sbloccare e ai finali alternativi
Aspetti Negativi: visi dei personaggi bruttini; punti di salvataggio distribuiti male; doppiaggio migliorabile; sistema di controllo e di telecamere che bisticciano
In Sintesi: un gioco che non riesce a superare il suo predecessore, un buon titolo che forse, con qualche altra settimana di rifiniture, avrebbe potuto essere ottimo.

Commenta l'Articolo sul nostro FORUM



[ Vai all'indice della categoria 'Recensioni Giochi' | Vai all'indice generale | Print]


Powered by Xoops & phpBB © 2001, 2006 / Copyright & Licenza /